Ormai è risaputo chela Legge di Bilancio 2024, ha cercato di regolare il rapporto tra le imprese italiane e l’ambiente prevedendo l’obbligo da parte delle aziende di assicurarsi contro i danni causati da eventi catastrofali.
Con il Decreto-Legge 31 marzo 2025, infine, sono state definite le nuove scadenze:
• Grandi imprese: entro il 31 marzo 2025
• Medie: entro il 1° ottobre 2025
• Piccole e micro: entro il 31 dicembre 2025
Un primo passo verso una maggiore attenzione ai rischi ambientali, che apre però una riflessione ben più ampia: quanto è davvero maturo oggi il rapporto tra mondo produttivo, sostenibilità e responsabilità verso il territorio?
Solo lo 0,64% delle imprese italiane ha attivato una copertura assicurativa ambientale.
Un dato che colpisce e che racconta di una consapevolezza ancora limitata rispetto ai rischi ambientali, sempre più frequenti e impattanti.
In questo articolo condividiamo numeri, scenari e spunti per chi vuole guardare al futuro con consapevolezza, rafforzando il legame tra impresa e territorio, tra sviluppo e responsabilità.
Perché ogni attività economica ha un impatto sul contesto in cui opera.
E riconoscerlo significa non solo prevenire i rischi, ma contribuire attivamente alla resilienza dei territori, al benessere delle comunità e alla costruzione di un’economia davvero sostenibile.
Rischi ambientali: un costo crescente e sempre meno prevedibile
Negli ultimi dieci anni, i danni economici causati da eventi meteorologici estremi in Italia hanno superato i 30 miliardi di euro.
Secondo Legambiente, oltre il 90% dei comuni italiani è stato colpito da almeno un evento climatico estremo.
Nel 2024 si sono registrati 1.899 eventi meteo estremi: 212 tornado, 1.023 nubifragi e 664 grandinate. Le regioni più colpite sono state l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Sicilia.
Nel luglio 2023, una violenta grandinata ha investito Saronno e i comuni circostanti, tra cui Origgio, Gerenzano, Caronno Pertusella, Uboldo e Tradate.
Nella zona della stazione di Saronno, in particolare, si sono registrati danni ingenti a oltre 300 veicoli parcheggiati, paralisi della circolazione e interventi straordinari di emergenza.
Un episodio che ha dimostrato quanto anche le aree urbane e produttive della Lombardia siano sempre più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, tutte aree molto vicine e direttamente connesse al nostro territorio operativo.
Più recentemente, nell’aprile 2025, un intenso nubifragio ha provocato frane, esondazioni e gravi danni in diverse aree del Varesotto – tra cui Induno Olona, Valganna, Gallarate, Sesto Calende – zone in cui siamo presenti con alcune delle nostre sedi.
Un evento che ha reso ancora più evidente quanto i rischi ambientali siano concreti, vicini e sistemici, e non più eccezionali.
A livello globale, nel 2025 le perdite assicurate da catastrofi naturali potrebbero superare i 145 miliardi di dollari, evidenziando una tendenza strutturale al rialzo.
Per un’impresa, i danni possono significare:
- Interruzione dell’attività: la capacità produttiva può venire compromessa da danni agli impianti o alle infrastrutture.
- Perdite economiche: sia dirette (danni materiali) che indirette (fermo attività, perdita di mercato).
- Danni reputazionali: oggi la credibilità passa anche dalla capacità di prevenire.
In questo scenario, una copertura assicurativa ambientale non è un costo accessorio, ma uno strumento strategico di prevenzione.
Permette all’impresa di proteggere non solo i beni materiali, ma anche la continuità operativa, la competitività e la propria reputazione.

Una consapevolezza frenata da ostacoli culturali e strutturali
Secondo Tommaso Ceccon, presidente del Pool Ambiente, la scarsa diffusione delle assicurazioni ambientali è il risultato di una combinazione di fattori:
- Pregiudizi e scarsa conoscenza: molte imprese, soprattutto piccole e medie, non conoscono le coperture disponibili o le percepiscono come complesse, costose o inutili.
- Quasi totale assenza di obblighi vincolanti: fatta eccezione per l’obbligo recente, manca un quadro normativo che incentivi la prevenzione.
- Applicazione discontinua delle direttive europee: l’Italia stenta a tradurre le indicazioni europee in azioni concrete.
Il risultato è un paradosso: il rischio ambientale cresce, ma molte aziende restano scoperte.
Eppure, le soluzioni esistono: coperture assicurative ambientali flessibili, costruite su misura, sono già disponibili e rappresentano una leva strategica per chi vuole proteggere la propria impresa con lungimiranza.
L’assicurazione ambientale come segnale di credibilità
Assicurarsi contro i danni ambientali è anche un gesto di trasparenza e responsabilità.
Una scelta che rafforza la fiducia di clienti, partner, fornitori e istituzioni.
In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più sotto osservazione, questa scelta distingue chi agisce da chi comunica soltanto.

Le PMI possono fare la differenza
Le piccole e medie imprese rappresentano il 92% del tessuto produttivo italiano e costituiscono una forza vitale per l’economia del Paese.
Eppure, molte di loro si trovano ad affrontare le sfide ambientali e normative senza strumenti adeguati o competenze interne specifiche.
In particolare, mancano spesso risorse dedicate alla gestione strategica della sostenibilità, alla valutazione dei rischi ambientali e alla lettura delle evoluzioni normative.
Questo non significa che le PMI non siano sensibili al tema, ma che hanno bisogno di essere guidate, supportate e messe in condizione di agire con gradualità.
Per questo è fondamentale offrire loro:
- Consulenze mirate, capaci di tradurre i rischi in azioni concrete e comprensibili
- Coperture flessibili, adattabili a realtà di dimensioni e settori diversi
- Percorsi graduali di consapevolezza e prevenzione, che aiutino a integrare la sostenibilità nel modello di business in modo compatibile con le loro risorse
ESG: un’opportunità concreta per le imprese
L’adozione di pratiche ESG (ambientali, sociali, di governance) non è più solo una tendenza, ma un criterio strategico riconosciuto da mercati, istituzioni e stakeholder.
Le imprese che dimostrano attenzione reale e misurabile su questi fronti sono oggi:
- Più attrattive per finanziamenti sostenibili, sempre più diffusi tra le banche
- Più competitive nel costruire partnership di valore, con clienti e fornitori che chiedono garanzie di responsabilità
- Più solide nella valutazione da parte degli investitori, che privilegiano aziende resilienti e trasparenti
Secondo l’Osservatorio ESG de Il Sole 24 Ore, la sensibilità è in forte crescita, ma resta un enorme potenziale inespresso, soprattutto tra le PMI.
Investire in ESG oggi significa posizionarsi in anticipo rispetto al mercato e costruire un vantaggio competitivo duraturo.

Cultura del rischio: da ostacolo a risorsa
In Italia, la cultura del rischio ambientale è ancora debole.
Molte imprese considerano gli eventi climatici estremi come episodi sporadici, imprevisti e imprevedibili. Ma l’esperienza ci dice il contrario.
Eventi come alluvioni, incendi, frane e grandinate si stanno moltiplicando, e non sono più l’eccezione, ma una nuova normalità.
La prevenzione assicurativa, in questo contesto, non è solo una protezione economica:
è una scelta di consapevolezza, responsabilità e lungimiranza.
Una leva concreta di resilienza che permette all’impresa di continuare a operare anche in condizioni difficili, proteggendo il lavoro, gli investimenti e la fiducia costruita nel tempo.
Cosa può fare oggi un’impresa consapevole?
- Valutare i rischi ambientali della propria attività, con il supporto di consulenti esperti
- Esplorare le opzioni assicurative più adatte al proprio profilo e settore
- Integrare la sostenibilità nella strategia aziendale, passo dopo passo
- Affidarsi a interlocutori competenti, in grado di tradurre le esigenze in soluzioni concrete e sostenibili nel tempo

Il nostro impegno accanto alle imprese
Noi di Enrico Cantù Assicurazioni siamo al fianco delle imprese che vogliono crescere con consapevolezza, anche sul fronte ambientale.
📩 Offriamo consulenze personalizzate per valutare rischi, coperture disponibili e strategie di prevenzione.
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