La prevenzione è un tema molto importante che è entrato a far parte delle nostre vite, affrontato da molteplici associazioni, discusso nelle piazze, in tv e nelle scuole, che interessa grandi e bambini e al quale dare particolare attenzione.
Ogni giorno il nostro corpo ci manda diversi segnali, che spesso trascuriamo. I più piccoli cambiamenti potrebbero, con il passare del tempo, evolversi in disturbi pericolosi per la nostra salute. Ed è per questo che è importante prevenirli attraverso delle visite di check-up e monitorarli in maniera sempre più costante.
La prevenzione riveste un ruolo fondamentale per la nostra salute, ma non per tutti gli italiani “prevenire è meglio che curare”. La fotografia scattata dall’ultima edizione dello Stada Health Report non lascia spazio a interpretazioni: più di 4 nostri connazionali su 10 – il 42% del totale – non si sottopongono ad nessun controllo preventivo o screening.
Prendersi cura della propria salute in modo continuativo è una forma d’amore verso sé stessi. Per farlo, è buona abitudine eseguire periodicamente visite e analisi di routine suggerite dalle linee guida governative, come quelle indicate dall’OMS, che definisce il concetto di prevenzione come: “il dare alle persone i giusti mezzi per diventare più padroni della propria salute e per poterla migliorare”.
Monitorare eventuali patologie serve quindi a migliorare e a mantenere un buon stile di vita.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la prevenzione è basata sul corretto stile di vita(alimentazione sana ed equilibrata, assenza di fumo e alcol, riduzione dello stress e una regolare attività fisica) e sull’effettuare tutti gli esami consigliati per la propria fascia d’età, senza trascurare lo studio della storia clinica della propria famiglia per individuare eventuali predisposizioni genetiche a malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, cancro.
PREVENZIONE TUMORE AL SENO: la mammografia è davvero utile prima dei 50 anni?
L’estensione dello screening mammografico nella fascia di età 40-49 anni si è dimostrato utile nell’aumentare la sopravvivenza al tumore al seno.
Lo screening mammografico è uno strumento offerto gratuitamente per intercettare sul nascere lo sviluppo di un tumore al seno. Disponibile per le donne tra i 50 e i 69 anni, lo screening è così utile per ridurre la mortalità associata alla malattia. Ma estenderlo alle fasce di età più giovani, tra i 40 e i 49 anni, aumenta ulteriormente la sopravvivenza al tumore al seno. A ribadirlo è uno studio da poco pubblicato su JCO, la rivista ufficiale dell’American Society of Clinical Oncology.
Un risultato importante, che supporta ancora una volta la necessità di estendere lo screening nelle fasce di età più giovani.


